Ospedale Pediatrico Tony Gallo

When Art can really be an invisible therapy.

Always more frequently Life leads us to live moods that can’t be alleviated in a simple way.
Sometimes a word with a friend or discuss with your family is not enough to understand what feels deep within the soul.
The mind is able to create prisons from which going out seems impossible, it seems to scream without anyone hearing a single word, without anyone sensing anything.

Nighthawks“, 1952. Chicago, Art Institute.

 

So what is the therapy?
Some recent studies have shown that Art can be an invisible but really effective therapy.
It is said that the sea calms the soul but art makes it live.
Vincent van Gogh made art his medicine when his mental illness was acute, Edward Hopper used it to express the loneliness of American society in the 30s and 40s, Burri with his Cretti highlighted the fragility of life.
Recently, hospitals have also begun to adopt the idea of introduce art into their own structures, realizing that the patients, in contact with the works of art, found benefit.

Iris (1889), Vincent Van Gogh;

Art makes us live what we can’t say, it excites us, makes us show smiles never exhibited.
We should rely more on this world too often underestimated and marketed.
Seeing is believing!

Pediatria Oncologica Tony Gallo

L’arte come cura invisibile per l’animo

Sembrerà incredibile, ma l’arte contemporanea è sempre più utilizzata come terapia. Spesso la vita ci porta a vivere stati d’animo che non sempre si riescono ad alleviare in modo intuitivo ed automatico. A volte non basta una parola con un’amico o un confronto con chi si ama per capire cosa si sente nel profondo dell’anima.

La mente umana viaggia e a volte crea prigioni da cui uscirne sembra una fatica invalicabile, ci sembra di gridare senza che nessuno senta una sola parola, senza che nessuno percepisca il nostro malessere. L’arte però è da molti utilizzata come vera e propria cura contro la depressione, lo stress, l’ansia e la frenesia quotidiana.

 

L’arte contemporanea come cura per l’ansia

arte-contemporanea- terapiaAlcuni recenti studi hanno evidenziato come l’arte può essere una cura invisibile, ma davvero efficace.
Si dice che il mare calmi l’anima, l’arte la fa vivere, la fa riflettere, la fa gridare, le fa esternare la parte irrazionale.
Vincent van Gogh ne ha fatto la sua medicina nei giorni in cui la sua malattia mentale si faceva sempre più acuta, Edward Hopper se ne è servito per esprimere la solitudine della società americana tra gli anni 30/40, Burri con i suoi Cretti ha evidenziato la fragilità della vita.

Di recente anche gli ospedali hanno iniziato ad adottare l’idea d’inserire l’arte all’interno delle proprie strutture, accorgendosi che i degenti, a contatto con le opere d’arte, ne trovavano beneficio, per un momento si estraniavano dalla loro condizione di malattia.

 

Trovare aiuto nell’arte contemporanea

L’arte contemporanea o antica ci fa vivere quello che non riusciamo a dire, ci fa emozionare, fa cadere lacrime mai piante o fa mostrare sorrisi mai esibiti. Bisognerebbe affidarsi di più a questo mondo troppe volte sottovalutato e commercializzato. Torniamo a sentire l’arte con un senso di empatia e cura personale, uno scoglio cui aggrapparci quando non sappiamo ritrovarci.

Patricia Onyewenjo è fra le artiste contemporanee che meglio riesce a trasportare l’osservatore nel mondo solipsistico della riflessione interiore mixando lo scenario delle metropoli, per sua natura frenetico, con la calma delle luci della città. Se ami l’arte come terapia i suoi lavori sapranno coinvolgerti, trasmettendoti calma, serenità e emozioni.

 

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